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LE SCRITTRICI  DEL NOBEL

NELLY SACHS

Una vita spezzata

Nacque a Berlino, il 10 dicembre 1891, da un ricco industriale di famiglia ebraica e da una donna non ebrea. Trascorse la giovinezza in un ambiente familiare colto. Ancora adolescente incominciò a tenere una corrispondenza con la scrittrice svedese Selma Lagerlof, che veniva ad essere, per lei, un esempio e una guida. Nel 1929 incominciò a pubblicare poesie su riviste. Ma della sua produzione che risale agli anni berlinesi oggi si può leggere poco.

La sua vita, come quella di tutti gli ebrei del suo tempo, a un certo punto fu sconvolta dalle vicende politiche della Germania e dalle persecuzioni razziali del nazismo. Nel 1940 sfuggì alla deportazione nei campi di sterminio: con l'aiuto di Selma Lagerhof riuscì a lasciare, insieme alla madre, la Germania e si stabilì a Stoccolma, dove prese la cittadinanza svedese. Questa fuga, che la sradicò dal suo ambiente e la privò di affetti e amicizia spezzò in due la sua vita e anche la sua opera.

La poetessa ripudiò infatti tutti gli scritti precedenti l'esilio, e da allora volle dare voce all'immane tragedia del popolo ebraico, riallacciandosi alla sua antica tradizione mistica. Traduceva i poeti contemporanei svedesi, e intanto componeva poesie proprie, sui temi della persecuzione, dei campi di concentramento, dell'esilio: nel 1947 uscì la raccolta "Nelle case della morte".

Ricevette il Nobel per la letteratura nel 1966, insieme al poeta israeliano Samuel J. Agnon, in un abbinamento significativo di due voci dell'ebraismo.

Morì a Stoccolma, a 79 anni, il 12 maggio 1970.

 

Bibliografia essenziale
Al di là della polvere, 1961 (il volume riunisce le raccolte: Nelle case della morte, Oscuramento delle stelle, Nessuno sa proseguire, Fuga e trasformazione, Al di là della polvere, La morte festeggia ancora la vita); Alla ricerca dei viventi, 1971.