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LE SCRITTRICI  DEL NOBEL

GABRIELA MISTRAL

Poetessa delle Ande

Lucila Godoy de Alcayaga (questo il suo vero nome) nacque il 7 aprile 1889 a Vicuna, un villaggio di pastori nel Cile settentrionale. Per l'estrema povertà, la giovane non poteva frequentare le scuole regolari e studiava mentre aiutava la madre nelle faccende domestiche. Diventata maestra, per quattordini anni insegnò ai bambini indii in uno sperduto villaggio delle Ande. Promossa insegnante nelle scuole secondarie, fu traferita a Punta Arenas, all'estremità meridionale del continente, sullo stretto di Magellano. Nella sua poesia ricorre il sentimento di questa natura desolata che le era familiare.

Un avvenimento doloroso segnò, all'inizio, la sua vita: il suicidio del fidanzato. A lui sono dedicati "I sonetti della morte", che pubblicò a proprie spese nel 1914, e che la rivelarono poetessa. Aveva scelto di firmare con uno pseudonimo, tratto dai nomi di due poeti che ammirava, il provenzale Federico Mistral (che aveva avuto il Nobel nel 1904), e l'italiano Gabriele D'Annunzio. Con la raccolta seguente, Desolazione, nel 1922 acquistò fama in tutta l'America latina. Sempre modesta e schiva di onori, nonostante la notorietà raggiunta, viveva la profonda religiosità evangelica che si esprime nella sua opera.

Il governo del Cile le assegnò vari incarichi diplomatici: Gabriela Mistral fu rappresentante del suo paese alla Società delle Nazioni e console in vari paesi d'America e d'Europa, anche nel nostro, che amava. Ebbe infatti ad esprimere il desiderio di "vivere e possibilmente morire in Italia". Nel 1945 le giunse, quasi inaspettato, il Nobel, e con questo la celebrità internazionale.

Morì all'ospedale di Hempstead, vicino a New York, a 68 anni, il 10 gennaio 1957.

 

Bibliografia essenziale
Desolazione, 1922; Tenerezza, 1924; Tala, 1938