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MEMORIE DI LEI - IL PERCHE' DI UN PROGETTO A DIVULGAZIONE STORICA

 

 

Corsi di storia delle donne - Gennaio - Aprile 2003
IL PERCHE' DI UN PROGETTO A DIVULGAZIONE STORICA


E' con grande piacere che l'Associazione regionale Moderata Fonte - gruppo culturale attivo nel Veneto con lo scopo di valorizzare la cultura femminile del passato e del presente - ha accettato l'invito della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Venezia, di collaborare, assieme ai Comuni di Dolo, Mira, Fiesso d'Artico, agli Istituti superiori di Dolo e alla Università della Riviera del Brenta, alla cura del ciclo di conferenze dal titolo Memorie di Lei.

Già l'anno prima, l'Associazione Moderata Fonte aveva promosso (Assieme all'Assessorato alla Cultura della Provincia di Venezia e ai Comuni di Venezia, Chioggia, Portogruaro e Mirano) il ciclo dal titolo "l'Altra Storia" dove per 'altra' si intendeva appunto la storie delle donne.

L'iniziativa Memorie di Lei si riallaccia coerentemente con quella proposta di divulgazione storica e la prosegue.
La storia delle donne è sconosciuta ai più, non compresa nei libri di storia, non prevista nei programmi scolastici, non divulgata dai giornali e dalla riviste, non trasmessa dalla radio né dalle televisioni, non parte in gioco nella sfida culturale e politica tra destra e sinistra che ha portato, di recente, alla rivisitazione e alla revisione di taluni fatti storici.

Eppure le donne sono la metà del genere umano. Anzi le donne, nel Veneto e in Italia,
rappresentano più della metà della popolazione generale.

La convinzione che ha mosso l'Associazione Moderata Fonte nel proporre queste iniziative di divulgazione storica è che, oggi più che mai, per rendere più forti, più compiute, più giuste, le società democratiche c'è bisogno imperativo di far conoscere la storia di donne che, da sempre, hanno espresso il loro punto di vista di libertà sul mondo e hanno lavorato (per lo più oscuramente) per migliorare la società in cui viviamo.

Nelle conferenze - come già detto alla professoressa Giacomello - si è parlato di alcune, eccezionali, personalità femminili. Abbiamo ridato voce a una giornalista antesignana, come Elisabetta Caminer, che, nel Settecento, diresse giornali e periodici, vivendo e lavorando tra Venezia e Vicenza, diffondendo in Italia i contenuti dell'Illuminismo.
Alla padovana Gualberta Alaide Beccari, fervente mazziniana, sostenitrice, nell'Italia ù post risorgimentale, del voto per le donne dell'istruzione femminile. Alla vicentina Elisa Salerno, complessa e anticipatrice figura di femminista cattolica che, in modo sofferto e convinto, portò avanti per decenni, nella prima metà del secolo scorso, in completo isolamento, la battaglia contro "l'eresia antifemminista della Chiesa".

Nella conferenze conclusiva, queste singole, straordinarie, figure di donne venete, assolutamente emblematiche ed importanti non solo per la nostra ragione ma per l'intero panorama nazionale, hanno lasciato il passo non più a una donna singola bensì a un movimento collettivo - il femminismo degli anno Settanta del Novecento - che ha esplicato il protagonismo delle donne nelle società occidentali, la ricerca di voce autonoma, l'affermazione della libertà femminile, e di un nuovo "ordine nel mondo" che deve basarsi su due sessi quello maschile e femminile, e non solo su uno, presuntamene neutro.

La presenza alle conferenze di centinaia di studenti delle scuole medie secondarie di Dolo, e di molti loro insegnanti, ci ha dimostrato la bontà e la validità della proposta.
Insomma: per le memorie di Lei, per "l'Altra Storia", per quanto le donne nella storia hanno detto, fatto scritto, c'è curiosità e attenzione. Inoltre iniziative come queste mettono in contatto, in rapporto positivo, il mondo delle istituzioni, le associazioni private e il mondo della scuola e sono terreno fertile per i semi di nuovo sapere, di nuova cultura, e capaci di creare un meccanismo virtuoso di scambio e di crescita comune tra i vari soggetti in campo. Come ha scritto la grande storica Joan Kelly non si tratta più di "restituire le donne alla storia ma di restituire la storia alle donne".

Con umiltà e passione è ciò che vorremmo contribuire a fare.