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LE SCRITTRICI  DEL NOBEL

GRAZIA DELEDDA

Anima sarda

Nacque a Nuoro il 27 settembre 1871, in una famiglia di borghesia paesana: suo padre era un piccolo imprenditore. Fu un'autodidatta. Come donna, infatti, non potè frequentare la scuola oltre la quarta elementare, mentre i suoi fratelli proseguivano negli studi, e durante l'adolescenza soddisfaceva la sua avidità di sapere con letture disordinate e casuali.

Scriveva di nascosto, perchè la famiglia avversava la sua vocazione. Verso i 16 anni incominciò a pubblicare racconti su un periodico di moda. La notorietà le giunse per il romanzo Anime oneste, edito nel 1895, con la prefazione di Ruggero Bonghi, uomo politico e letterato, che la segnalò alla critica.

Desiderava evadere dal chiuso ambiente provinciale e l'occasione le fu offerta dal matrimonio con un impiegato ministeriale, Palmiro Madesani, che la portò a Roma, nel 1900. Qui condusse vita appartata, dedicandosi alla sua attività letteraria e alla famiglia. Nella sua narrativa, ambientata nella nativa Sardegna, descrisse un mondo primitivo, dominato da forti passioni e dal senso di una tragica fatalità. I suoi numerosi romanzi furono accolti sempre più favorevolmente dalla critica.

Elias Portulu, nel 1903, ebbe un successo completo e fu tradotto in varie lingue. Dal romanzo Cenere nel 1913 fu tratto un film, interpretato da Eleonora Duse.

Ebbe il Nobel nel 1926, quando sembrava che il premio potesse andare a un'altra italiana, Matilde Serao: alla scelta di questa scrittrice si era opposto Mussolini, per motivi politici.

Morì a Roma, a 65 anni, il 16 agosto 1936.

 

Bibliografia essenziale
Elias Portulu, 1903; Cenere, 1904; La via del male, 1906; L'edera, 1908; Canne al vento, 1913; Marianna Sirca, 1915; L'incendio nell'uliveto, 1918; La madre, 1920; Il Dio dei viventi, 1922; Il paese del vento, 1931; Cosima, 1937, postumo.